Esplode l’emergenza casa e il sistema politico risolve con piu’ repressione

 

 

 

 

Dopo gli scontri di Milano, cosa ci aspettiamo a Genova?

 

Grandi tensioni a Milano dopo alcuni sgomberi conseguenti alla campagna di stampa lanciata da alcuni organi di informazione.
Anche a Genova l'Amministrazione Comunale ha deciso di procedere a sgomberi di case occupate senza dare alcun preavviso.
Questo per eludere resistenze che erano avvenute in alcun icasi da parte di associazioni che difendono il diritto alla casa di famiglie in grave difficolta'.

Non è con la forza che si risolve il problema degli alloggi e delle occupazioni abusive”.
Il degrado dei quartieri popolari della città e il problema dell’alloggio come delle occupazioni abusive, non possono essere affrontate con prove di forza e di ordine pubblico che non risolvendo il problema aggravano la situazione.
Vi sono oggi diritti negati nella nostra città.
Il primo è quello della casa a fronte di migliaia di alloggi privati e pubblici sfitti e liste di attesa inconcepibili.
Il secondo è quello dei cittadini dei quartieri popolari di vivere in case dignitose e dove non prevalga lo spadroneggiare di racket , malavita organizzata e prepotenza.
Bisogna essere consapevoli che vengono al nodo anni di abbandono e non investimenti sui quartieri popolari della nostra città.

Ora più che usare la forza muscolare sulle occupazioni abusive, va gestita la realtà, distinguendo i veri abusi dalla morosità incolpevole, le vittime dei racket e chi occupa per necessità e disperazione.
Distinguere per reprimere gli approfittatori dei racket e salvaguardare le famiglie bisognose è l’unica strada.
Chiediamo all’Amministrazione Comunale di avviare un tavolo di confronto con le organizzazioni degli inquilini e comitati, per una strategia comune che metta al centro la necessità di riconsegnare ai ceti popolari il diritto alla casa e di sottrarre questo diritto al racket, che approfittando di una reale necessità prospera proprio sull'abusivismo e la fragilità sociale.

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antonio bruno
capogruppo Federazione Sinistra Comune di Genova
benincomune.weebly.com
366 6756779

 

 

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Milano, guerriglia urbana per sgomberare due case occupate in zona Corvetto

 

 Luca Fazio, MILANO, 18.11.2014 “Il Manifesto”

Case popolari. Prosegue la guerra dichiarata agli occupanti abusivi. A farne le spese i ragazzi e le ragazze di due realtà antagoniste che si sono scontrate duramente con la polizia. Intanto Prefettura, Comune di Milano e Regione Lombardia preparano un piano per contrastare gli abusivi: nessuna task force, più controlli per scongiurare le flagranze di reato e assistenti sociali nelle periferie. Nel frattempo, la destra al governo ci marcia e passa all'incasso

 

Milano sta diven­tando vio­lenta. C’è qual­cuno a Palazzo Marino che ha qual­cosa da dire? Il rischio è che a pren­der­sela sem­pre con gli indi­fesi ci si abi­tui al peg­gio. Chi deve fare il lavoro sporco ci dà den­tro e chi ammi­ni­stra con­ti­nua a fare spal­lucce, come se fosse nor­male pic­chiare le per­sone nelle strade, come se Milano potesse sop­por­tare un tumulto al giorno solo per­ché qual­cuno (la destra, intesa nella sua acce­zione più ampia) ha dichia­rato la guerra con­tro «l’occupante abu­sivo» e qual­cun altro (la sini­stra che governa) non rie­sce ad ela­bo­rare lo strac­cio di un’idea per evi­tare che la situa­zione degeneri.

Almeno il pre­fetto di Milano, Fran­ce­sco Paolo Tronca, bontà sua, ieri si è lasciato scap­pare «dob­biamo alleg­ge­rire la ten­sione». Non male come rifles­sione dopo che un’altra peri­fe­ria, il Cor­vetto, è stata tea­tro di un’altra scena di guer­ri­glia per sgom­be­rare due occu­pa­zioni col­let­tive (impro­pria­mente chia­mate cen­tri sociali) che hanno oppo­sto resi­stenza senza tanti com­pli­menti. Si è trat­tato di uno sgom­bero ati­pico, non di rou­tine, anche se lunedì sassi e man­ga­nelli si sono incro­ciati men­tre veniva sgom­be­rata una donna con due bambini.

Stessa scena, man­ga­nelli per tutti, per­ché tra­sfor­mare il disa­gio abi­ta­tivo in un pro­blema di lega­lità signi­fica non distin­guere l’occupante che paga un affitto dal delin­quente, la fami­glia povera dagli appro­fit­ta­tori, il «rac­ket» dai movi­menti per la casa. Eppure que­sta è la linea riba­dita ancora ieri dal Cor­riere della Sera: «Nes­suna ille­ga­lità e nes­suna vio­lenza si pos­sono giu­sti­fi­care: l’operazione avviata da Comune, Regione e pre­fet­tura non deve fer­marsi davanti alle inti­mi­da­zioni. La cate­go­ria della delin­quenza deve uscire dalle porte degli alloggi popolari…».

L’ ana­lisi era ospi­tata sulle pagine nazio­nali, per­ché ciò che vale per Milano varrà anche per Napoli, Roma, Torino e Palermo.

Le due case occu­pate a scopo abi­ta­tivo «libe­rate» ieri erano gestite da due realtà cata­lo­gate come «area anar­chica»: Cor­vac­cio Squat e Rosa Nera. Ci sono state cari­che, bar­ri­cate, lan­cio di oggetti, lacri­mo­geni, tre mili­tanti in bilico sul tetto e un cor­teo. Nelle stesse ore, in pre­fet­tura, è stato siglato un patto tra Comune e Regione. Per il sin­daco Pisa­pia, l’obiettivo sarebbe «coniu­gare pre­ven­zione, assi­stenza e repres­sione del rac­ket e di chi pensa che occu­pare non sia reato». Più tran­quil­liz­zante l’opinione del pre­fetto secondo cui «il feno­meno è per noi un pro­blema di disa­gio e fra­gi­lità sociale». Tronca ha pre­ci­sato che «non parte nes­suna task force». Il piano si risol­ve­rebbe in un poten­zia­mento dei con­trolli per impe­dire fla­granze di reato e nel coin­vol­gi­mento di assi­stenti sociali. Forse la poli­zia per prima ha capito che il disa­gio abi­ta­tivo non è un pro­blema di polizia.

Ma chi ci sta mar­ciando? A parte il vec­chio De Corato («sgom­be­riamo tutti i cen­tri sociali»), ci sono espo­nenti di primo piano del governo Renzi che fin­gono di non aver capito. Come il mini­stro Mau­ri­zio Lupi, «final­mente in tema di case e occu­pa­zioni abu­sive a Milano si sta ini­ziando a ripri­sti­nare la lega­lità». E il mini­stro Ange­lino Alfano, un genio dell’ordine pub­blico: «E’ chiaro che la crisi eco­no­mica incide. Noi su alcuni temi saremo infles­si­bili, per esem­pio sugli sgom­beri con­ti­nue­remo ad andare avanti e fino in fondo saremo duri per fare rispet­tare la legge».

E se que­sto è il pugno di ferro di mister 2% sti­rac­chiato, figu­ria­moci quando toc­cherà all’altro Mat­teo nazio­nale sug­ge­rire solu­zioni per ripri­sti­nare la lega­lità nelle periferie.

 

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